La Storia


Vittima e interprete della intossicazione cronica da mercurio delle otturazione in amalgama, ho indirizzato la mia professione alla ricerca e allo studio di questa patologia misconosciuta.

Ho sondato le vie imperscrutabili di un mondo nuovo, quello del mercurio, pericoloso e affascinante allo stesso tempo per la subdola, multiforme capacità di rivelarsi nelle forme patologiche meno sospette. Il mercurio è la sostanza più tossica (dopo il plutonio, radioattivo), diffusa e inquinante presente in natura; è, fra i metalli pesanti, quello più utilizzato nei processi industriali produttivi e rappresenta ormai un’emergenza mondiale, sia a livello sanitario che ambientale, come ha dimostrato la Ia Conferenza di Stoccolma sulla messa al bando globale del mercurio (giugno 2010) cui ho partecipato quale unico rappresentante italiano delle Organizzazioni Non Governative; in questa occasione è stata ribadita la pericolosità di tale materiale per la salute pubblica ed è stato posto in discussione, anche dell’OMS, il suo uso nell’amalgama.
Nel 1999 fondai A.I.O.B. (Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica ‚- www.aiob.it ), di cui ancora sono presidente, e già in quei tempi, e come ribadito al I° Congresso Internazionale di Odontoiatria Biologica che organizzai ad Abano il 7-8 Novembre 2003, andavo affermando i concetti di tossicosi mercuriale che oggi stanno scuotendo i sistemi sanitari di vari Paesi e che hanno già avuto riscontro nell’abolizione dell’amalgama in Svezia, Danimarca e Norvegia.
L’amalgama dentale è, infatti, un “presidio medico-chirurgico” che contiene per il 50% mercurio; è considerata “sostanza pericolosa” e “rifiuto tossico-nocivo” eppure è utilizzato correntemente nella bocca delle persone, con l’affermazione di una presunta stabilità biochimica, quando è invece largamente documentato il rilascio di vapori di mercurio, soprattutto durante la masticazione e il contatto con cibi caldi e acidi. Tali vapori, assorbiti rapidamente dall’organismo, sono fonte, oltrechè di stress ossidativo e quindi di predisposizione alle più varie patologie, di forme di intossicazione note come idrargismo (o micromercurialismo) con quadri sintomatologici soprattutto neurologici (cefalea, irritabilità , depressione, tremori, deficit di concentrazione e memoria, stanchezza cronica, apatia-euforia-disforia, etc) e sono concausa di gravi malattie cronico-degenerative del sistema nervoso centrale (Autismo, Sensibilità Chimica Multipla, Sclerosi Multipla, Alzheimer, Parkinson, etc).
Inoltre, in un periodo in cui sono aumentate le esigenze estetiche della popolazione ed è cresciuta l’attenzione verso le sostanze tossiche, si pone oggi il grande problema della “eliminazione” delle otturazioni in amalgama dalla bocca delle persone.
La rimozione non protetta degli amalgami dentali può determinare un rilascio di vapori di mercurio fino a 1000 volte superiore all’emissione spontanea. Al fine di tutelare i pazienti e gli operatori odontoiatrici dall’intossicazione mercuriale è stato creato un protocollo di “rimozione protetta”, in accordo con le massime autorità della tossicologia odontoiatrica (vedi IAOMT, AIOB e le altre referenze riportate in ultima pagina), che garantisca il controllo del rilascio di vapori di mercurio nell’operazione di rimozione delle otturazioni in amalgama (capitolo 17).
L’esperienza maturata nel settore sia dal punto di vista clinico (dal 1996 mi occupo in maniera prevalente di amalgama e tossicologia del mercurio) che scientifico (oltrechè Presidente di AIOB, sono Responsabile Nazionale del Forum Parlamentare “Mercurio Zero” e referente della proposta di Legge sull’abolizione dell’amalgama), e le competenze acquisite nell’ambito della Medicina Biologica e Naturale, mi hanno spinto a indirizzare la mia attività esclusivamente verso il settore della “tossicologia odontoiatrica”, creando la Clinica Italiana dell’Amalgama.
Questa iniziativa, primo esempio in Italia e secondo solo alla Clinica Universitaria di Uppsala in Svezia, si propone di creare un iter diagnostico-terapeutico il più completo possibile nel “pianeta amalgama” in modo da garantire un risultato, sia clinico-funzionale che estetico, nell’ottica di quel “rispetto biologico” che da sempre guida la mia professione, affinché il paziente ottenga non solo una prestazione odontoiatrica ma una APERTURA CONSAPEVOLE, IN SENSO OLISTICO, NELLA CURA DELLA PROPRIA SALUTE.