Amalgama e mercurio

L’amalgama è il materiale utilizzato per le otturazioni dentali, composto per il 50% da mercurio, la sostanza più tossica in natura.
L’amalgama è una soluzione solida in cui la fase dispersa è una lega metallica (argento,stagno, rame, zinco, …) e la fase disperdente è il mercurio. Il legame che unisce le varie componenti è chimico-fisico e non molecolare per cui la sua instabilità , unita a fenomeni elettrici, consente il rilascio di molecole di mercurio che, liberatesi dai legami, risalgono in superficie per capillarità con emissione di vapori tossici. Il mercurio, che “evapora” dalle otturazioni in amalgama e viene assorbito per l’80% attraverso il sangue del circolo polmonare, è in forma metallica non ionizzata, cioè HgO. In questo stato di vapore la sua diffusibilità è altissima cos‚àö¬® come la sua lipofilia (solubilità nei grassi), motivo che spiega il tropismo elettivo del mercurio verso i tessuti nervosi. Il passaggio alla forma ionica non avviene nel sangue ma all’interno delle cellule da dove è poi difficilissimo ottenere il dissequestro. La misura dei valori di mercurio nel sangue non fornisce dati rilevanti proprio perchè la quasi totalità del mercurio liberato dalle otturazioni in amalgama (mediamente 10 microgrammi al giorno) si deposita nei tessuti in un tempo variabile da pochi minuti a poche ore. Questo dato è alla base dell’errore metodologico nell’affermazione che non esiste intossicazione da mercurio degli amalgami dentali: nel sangue infatti può essere rinvenuto solo il metilmercurio proveniente dal pesce che ha un’emivita di 15 giorni. Anche l’assenza di mercurio nelle urine è un dato non positivo in quanto indice di mancata escrezione e quindi di accumulo nell’organismo.
Il mercurio infatti forma rapidamente legami covalenti con lo zolfo, sotto forma di gruppi sulfidrilici. ‚àö√† proprio questa caratteristica che determina la maggioranza delle proprietà biologiche del metallo, in quanto la sostituzione del mercurio divalente inattiva le capacità metalliche di enzimi e proteine cellulari, interferisce nella respirazione cellulare e si combina con altri ligandi di importanza fisiologica (oltre ai gruppi tiolici) quali gruppi fosforici, carbossilici, amidici e aminici.