15) Terapia di drenaggio e integrazione

[nivo source=”current-post” ] Considerando che il micromercurialismo altro non è che un aspetto, peraltro fra i più importanti, del carico tossinico complessivo dell’organismo, è necessario considerare la fase terapeutica come un momento di detossificazione e non di ulteriore aggressione farmacologica. Utile l’inquadramento nella tavola delle omotossicosi che consente di valutare se il paziente è avviato verso le “fasi di destra” di impregnazione e degenerazione secondo Reckwegg. Anche in base a tali informazioni si procede all’attivazione dei sistemi emuntori con rimedi specifici di drenaggio d’organo e di apparato, proprii dell’omotossicologia. Con la fitoterapia si possono attivare principi di “chelazione” basati su estratti, tinture madri e olii essenziali. Spesso utile, nei casi di implicazioni emozionali, l’integrazione con la floriterapia di Bach. Poichè nelle tossicosi croniche è tipica la deplezione di minerali e vitamine, si provvede con l’integrazione (normalmente guidata dal mineralogramma) dei nutrienti carenti e degli oligoelementi anche attraverso la creazione di prodotti individualizzati a base di oxiprolinati.