19 Terapia chelante

[nivo source=”current-post” ] Chelazione” è un termine che si riferisce, etimologicamente, alle chele del granchio. Il processo di chelazione avviene, infatti, attraverso la cattura e il legame di metalli da parte di un anello strutturale chimico. In natura ciò avviene, per esempio, per la clorofilla che è un chelato del ferro. Nella terapia chelante si utilizza un aminoacido di sintesi, l’EDTA (acido etilendiaminotetracetico), che attraverso il legame elettrochimico rappresentato dal processo di chelazione, cattura i metalli indesiderabili presenti nell’organismo e li rimuove, favorendone l’eliminazione attraverso le urine. L’EDTA quindi interviene nella regolazione dei livelli di metalli pesanti ma anche nei livelli del ferro, del calcio circolante e nel metabolismo del colesterolo, mediante l’eliminazione dei loro prodotti chimici finali o cataboliti. Ne deriva un notevole miglioramento dello stress ossidativo e della perfusione dei tessuti. Il Ministero della Salute italiano ha inserito l’EDTA nella categoria terapeutica dei “complessanti dei metalli”. La terapia Chelante è una metodica approvata per il trattamento della intossicazione da metalli tossici, per l’ipercalcemia e per l’intossicazione da digitale, anche dalla Food and Drug Administration (FDA), organo statunitense di vigilanza su farmaci e alimenti. La Terapia Chelante avviene tramite somministrazione endovenosa di una flebo contenente EDTA disodico (2 gr.), Ca gluconato (1 gr.), MgSO4 (1 gr.) vitamina C (5 gr.) e, a seconda del caso clinico e in base alla valutazione medica, KCl (10 meq), glutatione, vitamine e minerali per potenziare l’effetto antiossidante della terapia. Il ciclo terapeutico prevede mediamente 20 flebo a cadenza settimanale. Nell’ambito della terapia chelante è importante inserire il mineralogramma (a monte e a valle del ciclo terapeutico), per valutare il livello dei metalli tossici nell’organismo e le sue modificazioni, ed il test di chelazione (challenge con EDTA prima e almeno un paio d’ore dopo il termine della flebo chelante), al fine di valutare i livelli di metalli tossici nel 1° campione (pre-chelazione) e nel 2° campione (post-chelazione) di urine. Fondamentale è anche associare un’adeguata terapia integrativa e di supporto nutrizionale con integratori multivitaminici e minerali oxiprolinati.