3) Misurazione correnti elettrogalvaniche

La presenza di metalli nella bocca crea condizioni dipolari che, attraverso il mezzo fluido rappresentato dalla saliva, determina un vero e proprio “effetto pila”.[nivo source=”current-post” ] Di per sè l’amalgama è una lega di vari metalli (rame, stagno, zinco, argento, …) tenuti insieme dal mercurio, metallo liquido e sostanza, non radioattiva, la più tossica in natura. Spesso la bocca dei pazienti è un’officina in cui, per vari motivi e in diversi momenti, sono stati utilizzati manufatti metallici: amalgami, perni endocanalari e pernini parapulpari, corone, ponti, scheletrati, protesi con ganci, bracketts ortodontici e splintaggi, impianti, perni su impianti, viti di impianti e su corone, attacchi protesici, barre, fresaggi e controfresaggi, etc. etc…. Pure innumerevoli sono le varietà di metalli, più o meno “nobili”, utilizzati: oro, argento, stagno, rame, platino, iridio, stronzio, palladio ……… L’effetto che si determina allorchè è presente più di un metallo è quello elettrogalvanico. Nel caso specifico dell’amalgama, che contiene il mercurio, questo viene emesso continuamente sotto forma di vapori e la sua emissione è facilitata dall’assunzione di sostanze calde, sfregamento da masticazione, bruxismo e spazzolamento, contatto con cibi e bevande acide, manovre odontoiatriche; l’elettrogalvanismo che si manifesta allorchè c’è il contatto fra due diversi “blocchi” metallici (per es. contiguità fra amalgama e corona in oro), favorisce notevolmente l’emissione dei vapori di mercurio. L’emissione di ioni metallici è correlata peraltro a varie patologie locali (lichen planus, leucoplachia, acantosi e forme pre-cancerose, sindrome della bocca urente, etc) e sistemiche. La misurazione delle correnti elettrogalvaniche consente di stabilire qualità e quantità dell’emissione e dà un’indicazione sulla sequenza da seguire nella rimozione delle otturazioni in amalgami (secondo Huggins si parte da quella con la più alta carica elettrica negativa).