18) Inversione frequenziale amalgama

[nivo source=”current-post” ]Una volta effettuata la rimozione dell’otturazione, il blocco di amalgama enucleato, o un suo frammento, viene inviato all’incaricato di quell’operazione chiamata “inversione frequenziale”, basata sull’analisi di biorisonanza già descritta al punto 4. Si è pensato a una sorta di “desensibilizzazione” già efficacemente utilizzata verso antigeni responsabili di allergie e intolleranze. La significatività dei dati terapeutici in biorisonanza verso le aggressioni esogene, ha spinto la ricerca anche verso principi denominati di “chelazione frequenziale” intesi a fornire all’organismo un supporto nelle fasi di riconoscimento e separazione delle oscillazioni patologiche da quelle fisiologiche. In questo modo la frequenza invertita dell’agente esterno stressogeno (mercurio e altri componenti dell’amalgama in questo caso), inserita in un “chip” o in una soluzione, somministrabile in gocce, atta a conservare la memoria frequenziale, agisce sull’organismo stimolandone i processi di detossificazione. In termini più tecnici: il picco patologico che, come in una qualsiasi forma d’onda può essere ricondotto alla somma di segnali sinusoidali aventi frequenza pari alla fondamentale (frequenza del picco) e alle sue armoniche, può essere ricondotto e successivamente eliminato tramite un’onda esattamente speculare.