1) Clinica

Anamnesi La prima fase, nell’approccio al “pianeta amalgama”, consiste nell’attenta valutazione della storia anamnestica del paziente, di quali relazioni e interrelazioni siano intercorse fra la presenza di otturazioni in amalgama e problematiche riferibili ad esse. Viene verificata l’incidenza delle variabili fisiologiche, dal gruppo sanguigno alle malattie subite, dalla dieta alle abitudini di vita, dalle problematiche posturali a quelle vaccinali, dalle fonti di eventuali intossicazioni alle allergie etc.

Ciò al fine di generare un quadro clinico della predisposizione ad ammalare di tossicosi mercuriale e di strutturare un piano diagnostico attraverso l’esame clinico. Viene riportato in questa sezione il questionario anamnestico che già da solo è in grado di orientare il paziente verso quadri para-fisiologici e di indirizzare la sua attenzione, e quella del suo medico curante, su una potenziale patologia da mercurio.

Visita L’esame obiettivo del paziente prevede l’integrazione dell’analisi odontoiatrica pura con la valutazione complessiva dello stato clinico generale. L’inquadramento nella tavola delle omotossicosi fornisce un primo elemento che può indirizzare la fase terapeutica, così come la valutazione del terreno biologico del paziente che dà un’indicazione sullo stato di compromissione organica e di ossidazione. ‚è cruciale infatti, per l’esito finale, che le condizioni del paziente siano ottimali dal punto di vista fisico, psichico e nutrizionale: l’integrazione dei corretti rimedi preparatori, quali drenanti e supporti minerali e vitaminici, diventa quindi presidio imprescindibile ai fini del successo clinico. [nivo source=”current-post” ]

Correzione stile di vita Fondamentale è, nell’approccio olistico al paziente, la valutazione dello stile di vita dello stesso. Particolare attenzione viene posta all’alimentazione: si considerano le caratteristiche nutraceutiche ed organolettiche del cibo consumato, le eventuali intolleranze, la biologicità degli alimenti, le associazioni e le proporzioni di proteine, carboidrati e grassi e le quote di provenienza animale; le proprietà dell’acqua da bere e di quella usata per cucinare, senza trascurare gli utensili utilizzati in cucina (per il rilascio di alluminio, piombo, ftalati, etc.). L’indagine comprende la qualità generale di vita: inquinamento ambientale (metalli pesanti, sostanze chimiche, elettrosmog), attività sportiva, stress sociali e familiari, qualità del sonno, abuso di fumo, alcool e farmaci, conflitti e capacità di loro risoluzione, tempo libero, attività ludiche e di impegno sociale, etc.

L’esame clinico, approcciato in termini ortomolecolari e kinesiologici, consente di verificare la tendenza acidificante dell’organismo (condizione predisponente primaria alla malattia) e di apportare le opportune correzioni.

Fondamentale è, nell’approccio olistico al paziente, la valutazione dello stile di vita dello stesso. Particolare attenzione viene posta all’alimentazione: si considerano le caratteristiche nutraceutiche ed organolettiche del cibo consumato, le eventuali intolleranze, la biologicità degli alimenti, le associazioni e le proporzioni di proteine, carboidrati e grassi e le quote di provenienza animale; le proprietà dell’acqua da bere e di quella usata per cucinare, senza trascurare gli utensili utilizzati in cucina (per il rilascio di alluminio, piombo, ftalati, etc.). L’indagine comprende la qualità generale di vita: inquinamento ambientale (metalli pesanti, sostanze chimiche, elettrosmog), attività sportiva, stress sociali e familiari, qualità del sonno, abuso di fumo, alcool e farmaci, conflitti e capacità di loro risoluzione, tempo libero, attività ludiche e di impegno sociale, etc. L’esame clinico, approcciato in termini ortomolecolari e kinesiologici, consente di verificare la tendenza acidificante dell’organismo (condizione predisponente primaria alla malattia) e di apportare le opportune correzioni.

Consenso informato Poichè, a tutt’oggi, non è riconosciuta dagli organismi sanitari la tossicità dell’amalgama, la sua rimozione può essere interpretata quale “overtreatment”, che può dare adito a contenziosi medico-legali. Poichè, inoltre, la rimozione, seppur eseguita con protocollo di sicurezza, potrebbe generare ulteriori problematiche tossicologiche e/o provocare lesioni ai denti interessati (sensibilità esagerata, necessità di cura endodontica o addirittura di estrazione dell’elemento), è necessario compilare un corretto modulo di consenso informato che determini piena consapevolezza e responsabilizzazione nel paziente di quanto si va effettuando per la sua salute, ma che rappresenti anche valida tutela per il professionista.